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Provincia Autonoma di Trento - Agenzia provinciale per le risorse idriche e l'energia

 
 
 

Acquaenergia. Storia e catalogazione delle centrali idroelettriche del Trentino

Nel 2008 (9 maggio-15 giugno 2008), la Provincia autonoma di Trento, su ideazione e organizzazione di EsaExpomostre, allestiva a Trento una mostra che ripercorreva l'epopea trentina della costruzione delle centrali idroelettriche. Il catalogo della Mostra diventa l'occasione per approfondire un periodo storico, le vicende di una comunità e del suo sviluppo, gli uomini che ne sono stati i protagonisti.

Fronte Catalogo mostra

Nelle parole della Presentazione di Lorenzo Dellai, Presidente della Provincia, il senso della mostra e l'importanza del tema trattato.

La memoria non è un esercizio accademico, ma è lo strumento per recuperare, valorizzare e se necessario attualizzare la nostra identità. Questo vale anche per le molte iniziative intraprese in questi anni riguardo alla vicenda delle centrali idroelettriche in Trentino. Definirla epopea non sembra fuori luogo. Questa vicenda trova oggi - attraverso una mostra significativa e in questo catalogo tanto esaustivo quanto suggestivo - una nuova tappa.
Fare memoria di questo cammino assume dunque da una parte il valore di riconoscere ed indicare chi seppe muoversi con lungimiranza, pazienza e tenacia per far sì che l'acqua, ricchezza del nostro territorio, fosse al meglio sfruttata, valorizzata e tutelata. Dall'altra diventa momento per indicare, a chi non ha vissuto i lunghi anni «delle centrali in Trentino», il senso di un cammino che oggi ci viene restituito anche simbolicamente: da immagini, da manufatti, da oggetti. Penso alle turbine, metafora potente e forse insuperabile di quel dinamismo umano che è tale proprio perché non si nutre solo di tecnicismo, ma attinge alle radici più profonde del fare per sé e per gli altri, nella comunità che cresce, nell'autonomia che non si isola.
È ben chiaro come la questione delle acque pubbliche, del demanio idrico e del suo utilizzo a scopo di produzione idroelettrica riguarda infatti aspetti essenziali dell'ordinamento della autonomia speciale del quale dispone il Trentino in virtù dello Statuto. E la questione del governo e dell'utilizzo delle acque pubbliche - in particolare per la produzione idroelettrica - costituisce da oltre un secolo uno dei nodi cruciali per la comunità trentina.
Quel nodo cruciale è oggi - lo possiamo dire con legittimo orgoglio - diventato opportunità storica per la nostra comunità. In questo ci conforta la constatazione di come - oltre cento anni fa, quando iniziava il XX secolo - fosse già presente nella classe politica trentina una attenzione non distratta, in un periodo nel quale le nuove tecnologie trovavano applicazione proprio all'immenso patrimonio idrico del Trentino e del vicino Alto Adige.
Per questo è importante la mostra, che questo catalogo racconta. Perché documenta proprio quel che «in nuce» sarebbe stato il non facile operare della classe politica trentina. La volontà di essere in prima persona artefici dello sviluppo della propria comunità, sviluppando gli investimenti per le grandi centrali idroelettriche così come per le ferrovie, già allora considerate fattore determinante per lo sviluppo.
Dunque, laddove andiamo a rileggere gli atti fondativi dell'autonomia speciale della Regione Trentino Alto Adige e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, non possiamo non riconoscere che proprio la risorsa e la gestione delle derivazioni ad uso idroelettrico hanno assunto valore essenziale nella stessa configurazione dell'ordinamento autonomistico.
L'acqua e l'energia idroelettrica sono tra gli elementi costitutivi dell'ordinamento giuridico autonomistico sotto il profilo della territorialità. In una Regione -segnata al suo nascere da forte marginalità e secolarmente provata da limitanti condizioni fisiche -è stato considerato essenziale dal Costituente attribuire alle autonomie locali il governo e la tutela delle matrici territoriali e ambientali: consegnando alle comunità residenti un patrimonio che, con lungimiranza, ha potuto essere trasformato da fattore limitante a occasione di sviluppo economico e sociale.
L'attribuzione alle Province autonome di competenze legislative e amministrative in materia di acque pubbliche e del relativo utilizzo, assume allora il compito di connotare ancora meglio la più profonda natura dell'identità autonomistica.
Territorio, ambiente, acqua: insieme costituiscono la dotazione di base per garantire lo sviluppo sociale ed economico di questa terra e la permanenza della popolazione in montagna.
Si comprende bene - dunque - come gli accordi siglati nei mesi scorsi fra Dolomiti Energia spa, Enel e Edison, segnino tappe decisive di questo cammino. In Trentino sono nate due aziende alle quali saranno conferiti da Enel e rispettivamente da Edison tutti gli impianti di produzione di energia idroeletrica presenti nel nostro territorio: Dolomiti energia avrà la maggioranza assoluta del capitale delle nuove società. L'energia prodotta dalle centrali comprese nell'accordo - poco meno di una trentina - è dai 3 ai 4 miliardi di Kilowatt ora.
Abbiamo definito «epocale» ilmomento vissuto con la firma di quel duplice accordo. Che da un lato ha chiuso, sul piano pratico oltre che su quello giuridico, il contenzioso apertosi all'epoca della liberalizzazione del mercato dell'energia, e dall'altra ha aperto al tempo stesso una nuova fase, da cui è lecito attendersi sviluppi importanti per il Trentino, nel contesto non solo nazionale ma europeo.
Ma il futuro dell'acqua e dell'energia da essa prodotta, è un tutt'uno con il passato, con la storia, con la memoria. Questa consapevolezza -che riconosce gli impatti ambientali, territoriali, economici e sociali di questa ricchezza -percorre la mostra e percorre le pagine che state per scorrere.
Proprio nello scorrere dell'acqua - così intimamente legato al divenire umano - l'autonomia della nostra terra ha saputo acquisire forza e consapevolezza.
Ricordarlo è nostro dovere.
Impegnarsi perché questa ricchezza continui ad apportare benefici, in particolare alle generazioni che verranno, è altrettanto doveroso.

 
 
 
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