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Provincia Autonoma di Trento - Agenzia provinciale per le risorse idriche e l'energia

 
 
 

Dentro le montagne

Mattia Pelli ricostruisce in queso libro edito nel 2004 dal Museo Storico in Trento, la vicenda umana dei lavoratori giunti da tutte le parti d'Italia per lavorare alla costruzione delle centrali. Attraverso la testimonianza di un sindacalista - Rino Battisti - che dedicò parte della sua attività alla organizzazione dei lavoratori dei cantieri idroelettrici delle Giudicarie e, grazie alla documentazione di archivio, descrive il duro faticare di operai e minatori. Una storia, al tempo stesso, drammatica ed eroica, vissuta a continuo contatto con la morte; un' esistenza dura, spesa tra il rumore delle perforatrici, le pericolose esplosioni delle mine e le baracche fatiscenti, in condi­zioni di vita e lavoro al limite del sopportabile

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Nelle parole della Presentazione di Giuseppe Ferrandi, Direttore del Museo storico in Trento, la valenza del lavoro di ricerca e di testimonianza storica ed umana.

L'originale lavoro storiografico e di ricerca di Mattia Pelli e la straordinaria disponibilità di Rino Battisti a raccontare la propria militanza sindacale sono alla base di questo volume.
La CGIL del Trentino, l'organizzazione di cui Battisti è stato a lungo funzionario e dirigente, ha fortemente voluto il «recupero» e la ricostruzione di questo pezzo di storia del lavoro, il lavoro nei cantieri idroelettrici, di storia del sindacato, in particolare le lotte dei lavoratori dell' edilizia, e infine di storia del Trentino, un territorio che negli anni cinquanta in numerose sue valli venne segnato dalla costruzione di imponenti strutture per lo sfruttamento dell' energia.
II Museo storico, coerentemente con i propri scopi istituzionali e scientifici, ha deciso di ospitare presso le proprie collane editoriali il lavoro di Pelli. Si tratta di un lavoro frutto di un incontro e di uno scambio che questo ricercatore ha avuto con Battisti, potremmo dire un dialogo tra uno storico e la propria fonte documentaria, una fonte costituita da uno scritto autobiografico di partenza al quale Battisti ha aggiunto ore di testimonianze e ha offerto con generosità il suo archivio personale. Un'occasione straordinaria di lavoro e di ricerca che però era irta di difficoltà; difficoltà implicite nell'uso delle fonti orali al quale si sono aggiunti problemi relativi alla scarsità di altre fonti documentarie e alle lacune della storiografia sull' argomento.
Credo che Pelli sia riuscito nell' intento ed oggi disponiamo di un volume ricco di notizie, di analisi, di documenti (si pensi alla preziosa antologia di articoli che Sisino Tribus ha pubblicato su il Proletario) per affrontare un argomento di grande interesse storiografico.
II tema e la prospettiva scelta dall'autore permettono di non incappare nel localismo e nei rituali commemorativi e autocelebrativi.
Grande spazio viene dato all'originalità dell'esperienza sindacale degli edili della CGIL nei cantieri idroelettrici trentini. Lo sfondo, guidati dalle memorie di Battisti o dagli scritti di Tribus, che di quella categoria era il segretario, è costituito da quel ricco universo di umanità e di sofferenza rappresentato appunto dalla vita nei cantieri. Il cantiere, che portava per alcuni anni un'altissima concentrazione di lavoratori provenienti da realtà regionali diverse a risiedere in alcune località e valli del Trentino, è interpretato da Pelli come un microcosmo complesso. Molteplici sono i rapporti con le comunità che abitano quelle vallate, molteplici sono i caratteri, le personalità, le provenienze, le sensibilità politiche e sindacali dei singoli operai. Dentro quel microcosmo il lavoro sindacale è difficile per la durezza dello scontro con il padronato, ma anche per le più generali condizioni di vita, di organizzazione sociale, di tutela dei diritti dei cittadinanza.
Il Trentino, in quegli anni terra di emigrazione, trova però nei cantieri un'alternativa, sia pur provvisoria alla fuoriuscita di massa verso l'estero o verso regioni italiane più industrializzate. Grazie a quei cantieri iniziarono a cambiare le condizioni di vita ed essi rappresentarono comunque la base, il presupposto, sul quale poi si è sviluppata l'economia di questo territorio. Se è lecito parlare di «colonizzazione elettrica», e quindi di espropriazione delle ricchezze naturali del Trentino, è però evidente il grande contributo, come sempre ambivalente e non privo di contraddizioni, che tale attività produsse sulla storia del movimento operaio e più in generale sulla storia economica e sociale del Trentino.

 

Per informazioni sull'insieme delle pubblicazioni del Museo storico in Trento, collegarsi a www.museostorico.it/

 
 
 
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