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Provincia Autonoma di Trento - Agenzia provinciale per le risorse idriche e l'energia

 
 
 

PIANO STRAORDINARIO PER ADEGUAMENTO DELL'EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI EDIFICI PUBBLICI

Studio di individuazione degli edifici pubblici meno efficienti e misurazione dei relativi consumi elettrici e termici

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Dalle premesse della deliberazione della Giunta provinciale n. 1741 di data 19 agosto 2011, le motivazioni e i risultati dello studio realizzato con il coordinamento dell'ing. Daria Stringari.

"Nell'attuale panorama energetico - ambientale è stato ampiamente riconosciuto che il fattore antropico, ed in particolare il consumo energetico per la climatizzazione degli edifici, è la causa principale del riscaldamento globale. A tal riguardo l'Unione Europea è l'area geopolitica che ha finora proposto l'adozione delle misure più ambiziose per contrastare tali cambiamenti, che si sostanziano nella promozione di un'economia "a basso tenore di carbonio" e nel contestuale maggior ricorso alle fonti energetiche meno inquinanti ed inesauribili.
A questo scenario si affianca l'attuale contesto economico contrassegnato da una profonda crisi strutturale. Per ricostruire un modello di sviluppo che sia in grado di contrastare tale situazione, la Pubblica amministrazione deve riorientare la domanda pubblica individuando "investimenti intelligenti", in grado di preservare e utilizzare al meglio le risorse. In questa ottica, devono essere spinti al massimo i gradi di efficienza ed efficacia della spesa pubblica, concretizzando interventi che abbiano un impatto economico a breve termine e che comunque portino vantaggi nel lungo periodo.
In sintonia con i precedenti impegni (Programma di sviluppo provinciale (PSP) per la XIII legislatura, da cui è stato generato il Distretto Tecnologico Energia ed Ambiente), il PSP attuale prevede di consolidare il progetto del Distretto Tecnologico e di promuovere la collaborazione tra i sistemi distrettuali limitrofi sui temi dell'edilizia sostenibile, della produzione energetica da fonti rinnovabili e della mobilità sostenibile.
Per ribadire i concetti sopra esposti, il Programma della XIV Legislatura riporta le seguenti indicazioni:
- avviare un piano generalizzato di risparmio energetico negli edifici pubblici mirato allo sviluppo, tramite la leva della domanda pubblica, di un'offerta di prodotti e servizi innovativi capace di generare effetti di rete diretti e indiretti nel tessuto produttivo. Lo spostamento di quote consistenti di bilancio pubblico verso il risparmio energetico può avere effetti importanti sulle imprese, anche di nascita/attrazione di nuove imprese disposte ad investire nel settore;
- sostenere l'iniziativa del Distretto Tecnologico Energia e Ambiente, in particolare puntando ad un'edilizia di nuova concezione a basso impatto ecologico e privilegiando la ristrutturazione del patrimonio edilizio.
Con riferimento alla questione energetica in senso stretto, ed in particolare alla Direttiva 2002/91/CE, risulta ormai assodato che il controllo della qualità energetica degli edifici assume un ruolo determinante per gli obiettivi ambientali. Nella Direttiva si sottolinea infatti che "(6) L'energia impiegata nel settore residenziale e terziario, composto per la maggior parte di edifici, rappresenta oltre il 40% del consumo finale di energia della Comunità. Essendo questo settore in espansione, i suoi consumi di energia e quindi le sue emissioni di CO2 (biossido di carbonio) sono destinate ad aumentare".
Tale ruolo viene poi rafforzato nella Direttiva 2006/32/CE sull'efficienza degli usi finali dell'energia in cui vengono espresse le seguenti asserzioni: "(7) Il settore pubblico dovrebbe quindi dare il buon esempio per quanto riguarda gli investimenti, la manutenzione ed altre spese riguardanti attrezzature che consumano energia, i servizi energetici nonché altre misure di miglioramento dell'efficienza energetica." - "(8) La gamma delle modalità attraverso le quali il settore pubblico può espletare il suo ruolo esemplare è molto variegata. (...) Al fine di ottenere l'auspicato effetto moltiplicatore, una serie di queste azioni dovrebbe essere comunicata in modo efficace ai singoli cittadini e/o alle imprese, evidenziando nel contempo i vantaggi economici".
In questo contesto, gli edifici pubblici costituiscono un considerevole patrimonio edilizio sul quale poter intraprendere iniziative di miglioramento del rendimento e di efficienza energetica. Gli interventi che saranno realizzati avranno le caratteristiche che meglio si attagliano alle strategie del PSP e potranno incoraggiare comportamenti virtuosi delle imprese, nonché fungere da volano per le iniziative private. Come sottolineato nel Libro Verde sull'efficienza energetica, l'applicazione della Direttiva 2002/91/CE, qualora attuata su tutti gli edifici in occasione dei lavori di ristrutturazione, avrebbe un impatto enorme in termini economici.
Per dare attuazione alle indicazioni programmatiche prima esposte, con l'art. 52 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2 è stato aggiunto alla legge provinciale 29 maggio 1980 n. 14 l'art. 6 quater che prevede: "Per contenere i consumi energetici e le emissioni climalteranti degli edifici di proprietà della Provincia, degli enti funzionali, delle fondazioni e società controllate, per sostenere le aziende locali che operano nel campo del risparmio energetico e per favorire l'impiego di materie prime e prodotti delle imprese locali, la Giunta provinciale adotta, entro sei mesi dall'entrata in vigore di quest'articolo, un piano quinquennale straordinario per l'adeguamento e/o la ristrutturazione di tali edifici al fine di adeguarli ai migliori standard di risparmio energetico e di utilizzo di energie da fonti rinnovabili. Compatibilmente con le risorse disponibili, il piano degli interventi dovrà privilegiare gli edifici destinati all'attività scolastica, ospedaliera, assistenziale."
La concreta formulazione del prospettato piano quinquennale straordinario presuppone, anche ai fini della più efficace allocazione delle risorse di bilancio disponibili, l'individuazione, tra le tipologie indicate, degli edifici meno efficienti dal punto di vista energetico in modo da indirizzare gli investimenti, prioritariamente, sulle situazioni potenzialmente più interessanti.
E' stato perciò condotta dall'Agenzia provinciale per l'energia, in collaborazione con altre strutture provinciali e con altri enti funzionali, una specifica rilevazione concernente i consumi energetici di 75 edifici, distinti in consumi termici e consumi elettrici. Gli edifici sono stati poi raggruppati secondo le seguenti tipologie d'uso, rappresentative delle modalità di consumo energetico:
- Licei 17 edifici
- Istituti tecnico-professionali 18
- Ambulatori e uffici 22"
- Ospedali 13
- Sedi universitarie 3
- Altre tipologie 2
Per ognuna di queste e per ogni tipo di uso finale (termico o elettrico), è stato valutato il consumo medio, gli scarti più rappresentativi e le potenzialità di risparmio energetico rispetto allo stesso parametro di consumo medio; per il consumo termico, è stata valutata anche la potenzialità di risparmio rispetto al limite rappresentato dalla classificazione energetica "B" (60 kWh/m2 o 17 kWh/m3), obbligatoria per i nuovi edifici costruiti in provincia di Trento.
Il quadro complessivo che si ricava dallo studio è che, rispetto agli standard attuali, gli edifici esaminati presentano consumi mediamente contenuti, frutto di buone pratiche costruttive e delle attività di manutenzione ordinaria o straordinaria che si sono succedute con continuità nel corso degli anni. Tuttavia, da una parte si sono evidenziati alcuni casi di consumi anomali, dall'altra si deve prendere atto che la "norma" dei consumi si sposta sempre di più verso valori molto bassi, come la classe "B" prima evidenziata, o addirittura verso "edifici a consumo quasi zero", obbligatori per gli Enti Pubblici a partire dal 2018 in base alla nuova Direttiva 2010/31/CE.
Questo nuovo scenario apre una prospettiva molto interessante, poiché i nuovi riferimenti di soglia (la classe "B") possono costituire da subito il nuovo standard verso cui tutti gli edifici potranno convergere; in particolare, diventa un'opportunità allettante nel caso di interventi di manutenzione straordinaria o di messa a norma strutturale, funzionale o impiantistica. Sulla base di queste valutazioni, sono state condotte delle analisi di massima sulle potenzialità di risparmio energetico ed economico che mostrano, per l'insieme degli edifici analizzati i seguenti risultati:

 consumi totali
in kWh/anno
risparmi totali
in kWh/anno
%risparmi totali
in €/anno
kg
CO2/anno
       
Totale termici5665.610.00030.600.000472.280.0006.440.000
Totale elettrici7449.640.00012.600.000252.520.0005.650.000
       
Totale edifici74115.250.00043.200.000374.800.00012.090.000


Lo studio non ha potuto valutare i costi degli interventi, poiché gli stessi dipendono fortemente da un lato dalla situazione del singolo edificio e dall'altro dal grado di sinergia degli investimenti di efficientamento energetico con altri investimenti necessari per adeguamenti strutturali, funzionali o impiantistici.
Durante la stesura dello studio, si è attivato parallelamente un Gruppo di lavoro, istituito presso Trentino Sviluppo S.p.A., per individuare strumenti alternativi di finanziamento per l'attuazione degli interventi di efficienza energetica. Il prodotto elaborato da questo gruppo di lavoro è costituito da una proposta di contratto-tipo, denominato Energy Performance Contract (EPC), che prevede una particolare modalità per ridurre i consumi energetici degli edifici, ricorrendo in quota parte al Finanziamento Tramite Terzi (tramite un Istituto Finanziatore), ed utilizzando il Contratto di Prestazione Energetica a garanzia del risultato. La proposta contrattuale, è allegata allo studio e potrà essere utilizzata dalle Amministrazioni pubbliche nei casi e nei modi ritenuti più pertinenti, in particolare per l'esecuzione di interventi di efficientamento energetico a rapido ritorno dell'investimento, quali quelli di tipo impiantistico."

 
 
 
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