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I caratteri ambientali dell'architettura. Guida alla progettazione sostenibile in Trentino

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Pubblicazione a cura di Sergio Loss e Natasha F. Pulitzer - 1999

Disponibile a pagamento

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źSe Ŕ possibile estrarre un leit-motiv dal lungo percorso che si Ŕ compiuto nell'architettura trentina del '900, esso va ricercato nel rapporto che le diverse generazioni di architetti hanno stabilito con il "luogo", e quindi con l'ambiente e con la tradizione, in conflitto o in assonanza con le tendenze razionalizzanti dell'universalismo. Negli anni pi¨ recenti Ŕ dilagata una subdola formula di apparente compromesso - l'attualizzazione architettonica di una specie di tradizione letteralmente "inventata" ad uso del mercato. Le sue pi¨ recenti fortune architettoniche stanno saldando, anche in Trentino, il riferimento puramente folklorico (disneylandiano) alla cultura convenzionale, istituzioni e operatori economici, per fornire al nuovo secolo un quadro in cui regni sovrana solo l'apparenza. Situazione, questa, evidentemente mortale per l'architettura.
La ricerca di un "flusso comune" fra tradizione e innovazione, riscontrabile in tutte le generazioni di architetti trentini di questo secolo e concretizzato in un rapporto con il luogo sempre rinnovantesi, costituisce l'altra faccia della medaglia. ╚, ad esempio, l'obiettivo non certo nascosto del Circolo Trentino per l'Architettura Contemporanea e di pochi altri. Un lavoro che ricerche e riflessioni come quelle di Sergio Los e Natasha F. Pulitzer contribuiscono a rafforzare. Se infatti si associano gli assunti di fondo della loro ricerca con le conclusioni -anche teoricamente diverse raggiunte nelle pubblicazioni del Circolo, emerge un quadro articolato e pluralista in cui il "regionalismo dinamico" pu˛ porsi come il catalizzatore del "flusso comune".
Nel libro che si presenta, gli Autori tracciano una Guida per la progettazione - secondo partiture complesse ed originali - in cui le caratteristiche bioclimatiche e tipologiche della regione sono i riferimenti fondamentali e gli edifici storici ne costituiscono l'"esemplificazione". Nei nuovi edifici, progettati secondo gli assunti dello sviluppo sostenibile, "la separazione del contenuto, che Ŕ in continua evoluzione, dal sistema, che pu˛ essere preservato o seguire un diverso ritmo evolutivo, rende possibile la condivisione dei codici appartenenti a edifici storici anche da parte dell'architettura contemporanea". E aggiungono che per condividere un sistema compositivo criticamente, occorre definire una "grammatica tipo logica" esplicativa a partire dagli edifici esistenti. Invito pressante quindi ad osservare (interpretare) gli edifici esistenti intesi come "testi" nei quali il contenuto si associa al sistema simbolico. Il libro fornisce, accanto ad ampie motivazioni teoriche, strumenti concreti per la costruzione e l'uso della grammatica tipologica derivati da molteplici esempi di osservazione di specifiche situazioni del territorio trentino.
Le tesi del libro si rivolgono ad un ambiente architettonico che ha subito una profonda evoluzione a partire dagli anni '20, quando la vivacitÓ del mondo artistico trentino rifletteva, spesso riconiugandole, le molteplici esperienze europee. Negli anni '20 era qui giunto a maturazione - ed era sperimento sul campo - un insieme di idee sul rapporto edificio-luogo di indubbio interesse, idee sistematizzate teoricamente da Giuseppe Gerola e da Giorgio Wenter Marini, storico dell'arte il primo, artista il secondo, studente a Monaco con Theodor Fischer e subito dopo a Roma collaboratore di Marcello Piacentini.
Giuseppe Gerola, in un saggio, del 1922, riassume la particolaritÓ della situazione architettonica del Trentino che "Ŕ il classico territorio ove l'arte del nord si incontra e si confonde con quella del sud in una reciproca degradazione di tinte" e aggiunge che ogni nuovo edificio deve "...alludere all'ambientamento. Ci˛ vuoi dire che la fabbrica deve corrispondere, nella linea e nello stile, alla fisionomia del paese che la ospita, anzi alle caratteristiche tutte speciali della localitÓ. L'edificio non va studiato astrattamente. Ogni fabbrica va studiata caso per caso; e l'artista, per compilare il progetto, deve aver anzi tutto esaminata sul luogo la situazione dell'edificio in rapporto colla natura che lo circonda - e che nel Trentino acquista un valore tanto preponderante". Tuttavia "uno dei principali pregi Ŕ quello della modernitÓ, l'edificio ha da essere l'emanazione del secolo". Le tesi di Wenter Marini derivano con maggiore evidenza dal continuo richiamo, attraverso Theodor Fischer, "al luogo e all'ambiente". Infatti, nell'ipotesi progettuale, "un solo principio regna sovrano che pure permette tutte le nuances personali, e cioŔ il carattere dell'ambiente, la poesia e il fascino dell'arte rustica o cittadina dei nostri paesi". La ricerca di un'architettura dall'identitÓ regionale era per˛ contraria al regime fascista che, nel 1928, proclama: "Finirla, e categoricamente, con questa bella trovata dell'armonizzarsi alle linee locali". Al di lÓ del fatto politico, Ŕ un evento che, affermando la nascita del nuovo "stile" dei tempi moderni - il razionalismo - determina la morte immediata della pluralitÓ estetica dei decenni precedenti.
Con l'affermazione dei canoni del Movimento Moderno, a partire dagli anni '60, la mediazione con il luogo, nel senso della sua temporalitÓ, Ŕ quasi sempre apertamente negata. Da una parte risuona ancora (non certo in senso politico) la condanna del 1928 contro l'ambientamento, dall'altra si propagano le idee di universalizzazione. Ogni riferimento alla tradizione Ŕ quindi condannato come eresia.
Eliminata poi dalla cultura architettonica europea la rigiditÓ di queste idee, anche le posizioni degli architetti trentini dell'ultimo decennio sono pi¨ sfumate e complesse che nel recente passato. Convergono in essi le tendenze e i linguaggi che si manifestano nella contemporaneitÓ, mentre gli interventi sugli edifici storici mettono gradualmente in luce nuovi aspetti del rapporto passato/innovazione. Il rapporto con il luogo, al di lÓ delle facili invenzioni della fantasia, dell'apparenza e del mercato, sembra poter essere di nuovo, come negli anni '20, il momento fondativo dell'architettura. La sfida Ŕ aperta.
Il testo di Sergio Los e Natasha F. Pulitzer Ŕ certamente un passo in avanti nella direzione auspicata.╗

Dalla "PRESENTAZIONE" della pubblicazione dell'arch. Sergio Giovanazzi, Presidente del Circolo Trentino per l'Architettura Contemporanea

(Testo disponibile a pagamento, fino ad esaurimento scorte, presso il Servizio Pianificazione energetica e incentivi)

 
 
 
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