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Provincia Autonoma di Trento - Agenzia provinciale per le risorse idriche e l'energia

 
 
 

Piano energetico-ambientale provinciale

Verifica degli obiettivi raggiunti al 31 dicembre 2008 ed aggiornamento

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A sette anni di distanza dalla sua adozione, la Giunta provinciale ha deciso di monitorare gli obiettivi prefissati dal Piano energetico-ambientale provinciale di cui alla deliberazione n. 2438/2003. Si è voluto, in particolare, dare conto delle attività poste in essere per la realizzazione del Piano stesso e verificarne i risultati ottenuti sul territorio trentino.
Tale attività è illustrata nella deliberazione n. 1645 di data 16 luglio 2010, recante "Piano energetico-ambientale provinciale: verifica degli obiettivi raggiunti al 31 dicembre 2008 ed aggiornamento". Nella stessa viene in tal modo fatto il punto sulla situazione attuale e vengono indicate le linee operative per l'immediato futuro.

Monitoraggio del Piano a sette anni dalla sua approvazione.
Le conclusioni raggiunte dalla verifica in ordine alla situazione energetica provinciale a fine 2008 si possono, a grandi linee così riassumere:
- il numero di interventi di risparmio ed efficienza energetica che hanno beneficiato di contributo provinciale è allineato a quanto previsto nel Piano. La quantità di energia risparmiata grazie ai suddetti interventi nel periodo 2000-2008, pari a 73.000 tep, è superiore a quella prevista, pari a 62.000 tep (l'obiettivo per il periodo 2000-2012 è 90.000 tep);
- i consumi provinciali di energia sono attualmente in fase discendente, così come le quantità di CO2 emesse, pur rimanendo, comunque, superiori a quelle del 1990. Il decremento non è (totalmente) attribuibile alla crisi economica, appena iniziata nel 2008, poichè il PIL provinciale (espresso a valori costanti) è continuamente aumentato, con l'eccezione di un piccolo calo (0.8%) nel 2008 ed una stasi nel periodo 2000-2003;
- i quattro settori utilizzati nella descrizione dei consumi energetici (usi civili, industriale, trasporti ed agricoltura) hanno, da un punto di vista energetico/emissivo, un impatto significativamente diverso fra loro. Dal punto di vista energetico il settore dominante è quello degli usi civili (in aumento) mentre, dal punto di vista emissivo (CO2), il settore dominante è invece quello dei trasporti. I dati del settore industriale comprendono anche i consumi del comparto termoelettrico.
Più nel dettaglio emerge che, sempre al 31 dicembre 2008, il 17% dei consumi energetici è costituito da elettricità, consumi più che integralmente coperti dalla produzione derivante da impianti siti sul territorio provinciale (essenzialmente idroelettrici ma anche, seppur in misura minore, da termoelettrici a biomassa e da fotovoltaici). Peraltro la produzione annua di energia elettrica, che attualmente è in esubero rispetto ai corrispondenti consumi, risentirà, anche facendo riferimento ad un anno idrologico medio (apporti nevosi e piovosi nella media), dei nuovi deflussi minimi vitali imposti alle grandi derivazioni a scopo idroelettrico a partire dal 1° gennaio 2009 dal Piano Generale di Utilizzazione delle Acque Pubbliche. Detti rilasci comporteranno, nell'anno idrologico medio, un sostanziale allineamento fra produzione e consumi.
Il restante 83% dei consumi energetici è costituito da energia termica ed energia per i trasporti ed è composto, per il 7%, da rinnovabili e per il 76% da fonti fossili.
Il consumo energetico riferito a tutti i settori, esclusi i trasporti, è coperto per il 31% da energia derivata da fonti rinnovabili prodotta in loco.
Fin qui il "quadro" della situazione al 31 dicembre 2008 che vede un sostanziale allineamento fra le azioni che il Piano prevedeva nei vari settori e quanto effettivamente realizzato. Risultano, però, consumi energetici superiori a quelli previsti nel Piano per lo scenario di risparmio energetico considerato; ne consegue che gli interventi integrativi, oltre che tener conto delle "novità" nel frattempo intervenute, si devono focalizzare su un'accentuazione del risparmio, soprattutto con riferimento agli usi civili e ai trasporti.
Di tutto questo si è tenuto conto nella formulazione delle proposte di interventi integrativi.

Interventi integrativi immediati.
Il periodo intercorso fra l'anno di approvazione del Piano (2003) e l'anno cui si riferisce il rapporto stilato (2008) ha visto la sostanziale conclusione del processo di liberalizzazione nel settore dell'energia, iniziato con i Decreti Legislativi "Bersani" e "Letta" nonchè, a livello locale, con il Decreto Legislativo 463/1999.
Inoltre sono state portate a conclusione due "storiche" aspirazioni dell'autonomia rappresentate dall'acquisizione, al "sistema Trentino", delle reti della distribuzione dell'energia elettrica e degli impianti di produzione idroelettrici.
Il nuovo scenario intervenuto, gli obiettivi raggiunti unitamente ad altri fattori acquisiti di innovazione tecnologica, richiedono nell'ultimo periodo di vigenza del Piano medesimo (2012) la predisposizione di azioni ed interventi aggiuntivi ed integrativi di quelli originariamente previsti.
Le aree di intervento interessate dalle nuove proposte sono quelle di seguito indicate. Per la conoscenza puntuale delle decisioni adottate si rimanda alla lettura del capitolo decimo dell'Allegato alla deliberazione n. 1645/2010:
1 Collegamento rete metano fra Tione e Cles
2 Impianti di cogenerazione e teleriscaldamento
3 Rete di distribuzione dell'energia elettrica
4 Impianti a biogas
5 Piccole derivazioni a scopo idroelettrico
6 Grandi derivazioni a scopo idroelettrico
7 Contenimento dei consumi energetici degli edifici pubblici
8 Mobilità sostenibile con veicoli alimentati ad idrogeno ed a miscela di idrometano
9 Certificazione energetica e ambientale degli edifici
10 Ricerca e innovazione.

 
L'AGGIORNAMENTO DEL PIANO
 
 
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