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Provincia Autonoma di Trento - Agenzia provinciale per le risorse idriche e l'energia

 
 
 

La manutenzione migliorativa degli impianti termici

 

Pubblicazione a cura di Roberto Socal e Laurent Socal - 2002

Disponibile a pagamento

La PREFAZIONE degli Autori per comprendere motivazioni e contenuti dell'opera.

«Anche quest'inverno, per mantenere confortevole la temperatura all'interno delle loro abitazioni e riscaldare l'acqua sanitaria, i Cittadini italiani spenderanno almeno 40 mila miliardi di lire, per l'acquisto di oltre 30 Mtep di combustibili fossili, l'ulteriore esborso per i consumi di energia elettrica relativi agli impianti ed i costi aggiuntivi per la conduzione e/o manutenzione degli stessi.
Ogni Mtep (milione di tonnellate equivalenti di petrolio) rappresenta il carico di 40.000 autobotti da 250 quintali, una fila lunga 600 chilometri, da Trento fino a Roma.
Di queste 30 file di auto botti, da 600 chilometri l'una, almeno dieci sono bruciate inutilmente, con spreco annuo di oltre 12 mila miliardi, solo per produrre inquinamento, dato che il calore relativo non contribuisce al benessere domestico perché non giunge a destinazione oppure vi giunge quando non richiesto od in eccesso.
Le cause principali di questo inutile e volontario salasso sono riconducibili principalmente ad impianti ed apparecchi inidonei, obsoleti, in cattivo stato di manutenzione, privi di sistemi di regolazione idonei ed efficienti, soggetti a sola "manutenzione d'emergenza" (solo quando si guasta e quanto basta a farlo ripartire), spesso "peggiorativa".
Manca ancora nei cittadini (e negli "addetti ai lavori") una cultura forte e diffusa del risparmio energetico, cosicché sul mercato prevalgono tipologie impiantistiche ed apparecchiature "alla moda", piuttosto che quelle più razionali ed idonee all'uso, che sfruttino le migliori tecnologie disponibili per produrre comfort di qualità ai prezzi più bassi.
Un solo punto percentuale in più di rendimento degli impianti farebbe risparmiare 400 miliardi all'anno, cifra che se venisse capitalizzata ("attualizzata" sulla durata media degli impianti) raggiungerebbe la somma di 5 mila miliardi.
Ottimizzando gli impianti esistenti, adottando nuovi componenti e tecnologie già sul mercato, potremmo risparmiare almeno 10 mila miliardi all'anno, attuando dei semplici interventi di "manutenzione migliorativa".
Un grosso ostacolo al miglioramento dell' efficienza degli impianti è dovuto all'attenzione riservata, dalla previgente normativa, al solo "rendimento di combustione dei generatori di calore". Questo, per tutti i generatori sul mercato, viene dichiarato superiore al 90%, creando l'illusione che non vi sia spazio per migliorare, che un prodotto valga un altro per cui si acquista quello che costa meno.
La rivoluzionaria innovazione della legge 10/91 e dei DPR 412/93 e 551/99 consiste nell'aver evidenziato che il solo rendimento di combustione è assolutamente insufficiente per determinare il consumo annuo di combustibile. Per quello, occorre far riferimento al "rendimento globale medio stagionale" dell'impianto, risultante dal prodotto di quattro rendimenti parziali (di generazione, di distribuzione, di emissione e di regolazione). Nel nuovo approccio normativo, si evidenzia come il rendimento di combustione dia solo una visione incompleta, molto parziale, di uno solo di questi quattro, quello di produzione.
Ricerche fatte dall'ENEA, misure sperimentali effettuate su impianti reali, ricerche sperimentali dedicate (tesi di laurea) hanno concordemente mostrato che tipologie impiantistiche diverse (od anche semplicemente generatori di calore a diverso contenuto tecnologico), a parità di rendimento di combustione a regime, possono presentare rendimenti medi stagionali l'uno doppio dell'altro. A parità di volume riscaldato e destinazione d'uso, i rendimenti globali medi stagionali (quindi i consumi di combustibile) dei sistemi edificio/impianto esistenti sono dispersi in una banda che va da 1 a 4. A parità di comfort ottenuto, i peggiori hanno un consumo di combustibile quadruplo di quello dei migliori.
Con la legge 10/91 ed i suoi decreti delegati viene inoltre evidenziato il ruolo essenziale della conduzione e della manutenzione degli impianti, con funzioni non meramente "conservative" ma anche "migliorative", come si può evincere da:
- l'individuazione chiara dei "responsabili" (primi o "terzi" che siano) della corretta conduzione e manutenzione degli impianti;
- l'obbligo della manutenzione programmata e periodica, almeno annuale, di tutti gli impianti, in conformità con quanto stabilito dal manuale di istruzione dell'impianto e da quelli dei suoi componenti rilevanti. In mancanza dei manuali d'istruzione, per gli impianti di potenza inferiore a 35 kW la manutenzione periodica obbligatoria deve comprendere almeno le operazioni indicate nell' allegato H. Lo stesso criterio vale per gli impianti di potenza superiore, per quanto applicabile e con le integrazioni del caso.
- l'obbligo della verifica, da parte della pubblica amministrazione (avvalendosi eventualmente della collaborazione di organizzazioni terze ed indipendenti), dell'avvenuta e corretta manutenzione, almeno ogni due anni e per tutti gli impianti;
- l'evidenziazione della nuova figura professionale del "manutentore" degli impianti, che assume dignità ed autonomia proprie, con responsabilità e competenza estese all'intero impianto termico (e non al solo generatore di calore od al semplice bruciatore come in passato) e potere (ed obbligo) d'interdizione all'utilizzazione di impianti ritenuti oggettivamente pericolosi.
Nella compilazione del rapporto tecnico annuale di manutenzione d'un impianto, il manutentore qualificato, infatti, oltreché accertare l'efficienza energetica del bruciatore ed il rispetto ambientale (rispetto dei limiti di emissione) deve anche (e soprattutto) valutare il livello di sicurezza dell' impianto ed autorizzarne l'utilizzo (quando sufficiente) oppure prescriverne, in caso contrario, l'arresto immediato sino alla sua messa in sicurezza. Si tratta d'un nuovo compito, che comporta, alla fine dell' intervento, di stabilire se l'impianto sia o meno idoneo all'uso e, in caso negativo, decretarne lo spegnimento immediato.
Questo "abbecedario" vuole essere un piccolo contributo alla professionalità del nuovo "manutentore", un promemoria di quanto occorrerebbe conoscere, per svolgere con serenità e competenza questo servizio che la legge gli affida, a tutela della sicurezza del "cittadino sovrano", del risparmio energetico e del rispetto dell'ambiente.
Trattandosi di un "abbecedario" (o promemoria), gli argomenti non possono che essere elencati ed esaminati nei loro aspetti essenziali. Per gli ulteriori necessari approfondimenti, si rinvia a specifiche pubblicazioni monografiche esistenti (od in via di pubblicazione), progettate per costituire, nel loro insieme, una fonte tecnico culturale, sia teorica che pratica, adeguata alla formazione professionale, necessaria ad un moderno manutentore perché possa attuare quella "manutenzione migliorativa", richiesta dalla legge 10/91.
Tale formazione/informazione teorica andrebbe poi integrata con un congruo periodo di attività professionale, sotto la guida di manutentori esperti ("tirocinio"), che già la legge 46/90 prescrive per l'accesso all'esercizio delle attività professionali.
Gli autori ringraziano vivamente i responsabili del Servizio Energia della Provincia Autonoma di Trento per la sensibilità dimostrata nei confronti del problema della formazione degli operatori del settore termotecnico e per aver concretamente reso possibile questo primo documento di lavoro, sicuramente migliorabile ed arricchibile in successive revisioni.
Un ringraziamento particolare ed anticipato va anche a tutti coloro che, con le loro critiche, ci aiuteranno a migliorarlo, nei contenuti e nell'esposizione.»

(Testo disponibile a pagamento, fino ad esaurimento scorte, presso il Servizio Pianificazione energetica e incentivi)

 
 
 
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